PNL approfondimento

PROGRAMMAZIONE NEURO LINGUISTICA: di cosa si tratta?

Quando scelsero questo insieme di parole per dare un nome alle loro scoperte, i due creatori della PNL, il Dr. Richard Bandler ed il Dr. John Grinder ne avevano chiaro in mente il significato ma, probabilmente, non si rendevano conto della difficoltà che avrebbero incontrato i milioni di persone che li avrebbero seguiti nello spiegarlo ad altri.
Effettivamente molto spesso, a chi si occupa di PNL come me, capita di dover spiegare ripetutamente cosa si intenda per Programmazione Neuro Linguistica, poiché queste tre parole inducono a pensare a molte cose, quasi tutte estranee alla PNL.
Ritengo che, pur senza essere un medico o uno scienziato, il Dr. Bandler sia una delle persone che, più di chiunque altra al mondo, conosca i meccanismi del cervello umano. Attraverso le sue geniali osservazioni, e con l’aiuto del Dr. Grinder, si è reso conto di molte cose passate inosservate alla maggior parte degli scienziati.
Egli stesso ha definito la PNL come lo “studio dell’esperienza soggettiva”.
Nell’introduzione al suo libro “Usare il cervello per cambiare” (1) scrive:
“La PNL è un’opportunità per studiare la soggettività, qualcosa che a scuola mi veniva descritta come orribile. Mi spiegavano infatti che la vera scienza considera le cose oggettivamente. Ciò nonostante, mi sono poi accorto che quella che più influiva sul mio comportamento era la mia esperienza soggettiva, e di conseguenza mi sono messo in mente di scoprire qualcosa sul suo funzionamento, e sul modo in cui esercita il suo influsso sugli altri.” (1)
Contrariamente ad altri, egli si accorse che il modo di funzionare del nostro cervello è talmente accurato che, anche quelle che potrebbero essere viste come problematiche, come ad esempio le fobie, indicano in realtà una capacità di apprendere straordinaria che può essere sfruttata a nostro vantaggio.
“A quanti di voi piacerebbe avere una memoria fotografica? E quanti di voi ricordano vividamente esperienze sgradevoli del passato, che continuano a tornarvi alla memoria? A quanti di voi è capitato di vivere quest’esperienza? E affermate di non avere una memoria fotografica! Ce l’avete già, solo che non la state usando in modo mirato.” (1)
E poi ancora: “Alcuni di voi hanno già trascorso la parte migliore della vacanza prima ancora di partire e poi, quando si arriva sul posto, si rimane delusi. La delusione richiede una programmazione adeguata. Avete mai pensato a quanto vi date da fare, di solito, al solo fine di restare delusi? Più si programma, più si resta delusi. Questo è il genere di cose che succede quando si lascia che il cervello viaggi per conto suo…..Potete imparare ad usare il cervello in modi più funzionali. La PNL è esattamente questo.” (1)
Dopo aver chiesto, ed ottenuto, di poter assistere a migliaia di ore di sedute di terapia tenute da personaggi del calibro di Milton Erikson, Virginia Satyr, Fritz Pelrs, dopo averle studiate per lungo tempo, Bandler e Grinder si resero conto che i risultati straordinari che questi terapeuti ottenevano con i loro pazienti erano dovuti proprio alla loro capacità di creare una immediata sintonia e di riuscire a comprendere su  quali schemi (programmi) mentali si basavano i loro problemi. Una volta compreso il processo neurologico che portava a determinati comportamenti, era semplice trovare come modificarlo in modo più funzionale. Bandler e Grinder si accorsero, quindi, che queste abilità potevano essere replicate ed utilizzate anche da altri, e si misero immediatamente alla prova, ottenendo anch’essi risultati straordinari.
“Le persone che si fanno impressionare dalla velocità dei cambiamenti non riescono a capire che il cambiamento non solo può, ma deve avvenire rapidamente, se lavorate con i processi naturali mediante  quali i clienti creano e sostengono i loro problemi, piuttosto che con il contenuto. Appena siete coinvolti nel contenuto, non ricordate più che ciascuno elabora l’informazione in maniera diversa; perciò in realtà voi spacciate ideologia, non state lavorando per il cambiamento. E’ questo che fanno molte psicoterapie o, come le aveva definite Gregory Bateson, psicoteologie, e questa è la ragione per cui non funzionano. Queste teorie derivavano dal modello medico il cui presupposto era che qualcosa non andava nelle persone; così i suoi fautori la curavano come si cura un’infezione o una gamba rotta. ‘Ti sei rotto una gamba da ragazzo, e da adulto ti fa male perché non è stata rimessa bene a posto. Adesso torniamo indietro e la sistemiamo, così potrai stare meglio.’
E’ per questo che, per decenni, i pazienti sono stati fatti convergere sul loro passato. Ma se il passato li ha fatti essere come sono, farceli tornare li renderà ancora di più come sono ora. La focalizzazione sul passato o sul contenuto del problema è il vero motivo per il quale i clienti, dopo anni di terapia, non riescono a superare i loro problemi. Questo modello non funziona allo stesso modo in cui funziona il cervello. Il cervello è un sistema di archiviazione, non un sistema di riscrittura. Non possiede una funzione di cancellazione; perciò non potete riscrivere il vostro passato. Ciò che dovete fare è insegnare al cervello ad andare in una nuova direzione, ‘qui’ invece che ‘là’. (2)
Quindi la straordinaria intuizione di Bandler e Grinder è che non conta lavorare sul contenuto, quanto piuttosto sul modo in cui il cervello replica, attraverso programmi neurologici tracciati da decenni, certi atteggiamenti, convinzioni e comportamenti. Utilizzando sempre gli stessi schemi, si otterranno i medesimi risultati.
Ecco perché la domanda principale di qualsiasi persona che utilizzi la PNL con i propri clienti, sarà: ”Cosa vuoi veramente?”
Dopo aver aiutato il cliente a fare chiarezza dentro di sé, per comprendere ciò che realmente vuole, ed aver definito qual è l’obbiettivo che vuole raggiungere, il Coach (*) svolgerà il lavoro necessario a capire quali ‘programmi’ impediscono al cliente di ottenere ciò che vuole.
La maggiore consapevolezza dei propri schemi aiuterà la persona a decidere quali di questi sono ancora utili e quali no; quindi, attraverso la PNL, sarà possibile utilizzare metodologie  e tecniche che permettono la creazione di ‘programmi’ più funzionali rispetto al risultato desiderato.
Nel libro scritto dal Dr. Bandler in collaborazione con Owen Fitzpatrick, egli dice: “Una delle cose che le persone devono realmente capire sul lavoro della mia vita è che esso non riguarda la terapia o il business. Riguarda la libertà.” (3)
Che cosa vuol dire che PNL è libertà?
Essere costretti a ripercorrere costantemente gli stessi schemi e ‘programmi’ vuol dire essere schiavi di atteggiamenti, comportamenti e convinzioni acquisiti sin dalla prima infanzia, vuol dire non avere la possibilità di mettere in atto comportamenti diversi e quindi ottenere risultati diversi da quelli sempre ottenuti. Come ci si può definire liberi quando non si hanno possibilità di scelta?
Molte persone, che hanno ben compreso da quali vicende personali derivano i propri schemi, sentono comunque l’incapacità di reagire in modo diverso in certe situazioni, la ripetitività delle proprie risposte agli avvenimenti della vita, e si rendono conto quindi di essere intrappolati in schemi di comportamento che non possono che perpetuarsi all’infinito.
Imparare ad utilizzare la PNL consiste principalmente in un lavoro su se stessi, che inizia nel momento in cui ci si iscrive al corso basilare creato da Bandler e Grinder: il “Practitioner”. Frequentarlo vuol dire praticare su se stessi una serie di esercizi e tecniche attraverso i quali dare nuove informazioni al proprio cervello: non è più necessario usare la solita strada, adesso esistono strade alternative, più proficue, più efficaci, più veloci. Ed ogni passaggio è deciso autonomamente, nel rispetto dell’etica voluta dai due creatori della PNL, la domanda costante e continua è sempre la stessa: “Dove vuoi andare? Cosa vuoi ottenere? Qual è il tuo obbiettivo?” Frequentare un corso di PNL vuol dire quindi una trasformazione profonda e straordinaria, vuol dire prendere in mano le redini della propria vita o, come dice il Dr. Bandler, vuol dire iniziare a guidare noi stessi il nostro autobus!

Valeria Pisano – Life & Business Coach; Licensed Trainer of “Society of Neuro-Linguistic Programming™-Richard Bandler”.

Note:

  1. Bandler,R. “Usare il cervello per cambiare” – ed. Astrolabio
  2. Bandler,R. “Magia in azione” – ed. Astrolabio
  3. Bandler,R-Fitzpatrick,O.- “PNL è libertà” – ed. NLP ITALY

(*) COACH: termine inglese che definisce una figura professionale affermatasi negli Stati Uniti e negli ultimi anni anche in Italia. Il Coach aiuta i propri clienti a raggiungere i propri obbiettivi ed a dare il meglio delle proprie capacità, sviluppando pienamente i propri talenti e le proprie risorse.

Newsletter

* = campo richiesto!

powered by MailChimp!





Condividi